Légami

Sei nella mia stanza, finalmente. Quanto ho aspettato questo momento. Giorni e giorni di attesa, sospesa su un filo di incertezza. Sapevo che prima o poi saresti venuto da me, ho letto nei tuoi messaggi il desiderio di farmi tua, di possedermi completamente. Vuoi il mio corpo arrendevole, dopo aver conquistato i miei pensieri. So che mi hai lasciato in sospeso per far crescere dentro di me la voglia, per piegarmi ai tuoi capricci.
Eccomi, sono qui, di fronte a te, senza parole senza scampo. Respiro e ti guardo. Guardo i tuoi movimenti lenti, precisi, controllati. Ti curi poco di me, sai che attendo le tue mosse. Accendi una ad una le candele che ti ho fatto trovare, controlli il letto che ho preparato per te, per noi. Il tuo sguardo si sofferma su di me solo per un secondo. Mi passi accanto e mi sfiori appena. Fai tutto questo per esasperarmi? Ti aspetti che io ceda? Non ne ho nessuna intenzione, ho aspettato sognato immaginato così a lungo questo momento che non lo rovinerò per niente al mondo.
Mi hai fatto una promessa, mi hai detto che mi avresti accompagnata verso il mio limite, mi avresti guidata su sentieri sconosciuti. Ed io voglio questo adesso. Voglio solo questo. Sono qui. Per te.
La stanza ora è illuminata dalle candele che hai sparso in giro, l’atmosfera qui dentro non è mai stata così carica, sento l’adrenalina scorrere sotto la mia pelle. Sono vestita come mi hai chiesto tu: camice bianco, calze bianche autoreggenti, scarpe nere con tacco, completo di pizzo nero. La tua dottoressa pronta per te.
Ti avvicini da dietro, pieghi il viso vicino al mio orecchio, la tua voce è una scarica elettrica lungo la schiena: “Chiedimelo!”
Io chiudo gli occhi per un istante, non mi muovo di un millimetro. La mia voce esce da un posto che non conosco: “Légami”

Fin dalla prima volta

Ho desiderato fare sesso con te fin dalla prima volta che ti ho visto. Non capisco il motivo, non sei bello, non sei il mio tipo. Qualcosa in te mi ha attirato, ho immaginato da subito una bella scopata, di quelle che piacciono a me, senza fronzoli, diretta primitiva intensa. Per mesi non hai saputo neanche della mia esistenza.

La prima volta che abbiamo parlato, mi sono fatta avanti io, mi annoia dover aspettare che il destino vada avanti per la sua strada, spesso mi diverto a fargli lo sgambetto. Abbiamo scambiato qualche battuta, uniti da un interesse comune che rompe il ghiaccio. Le nostre strade si sono incrociate e ho avuto modo di vederti più spesso. Ad un certo punto, credo che tu abbia capito che c’era qualcosa che mi intrigava di te. Sei stato al gioco e mi hai stupito. Nel giro che frequentiamo ti conoscono tutti e sanno che hai una compagna, come lo so io. Mi sono anche fatta qualche scrupolo, all’inizio. Non credevo che ti saresti lasciato avvicinare. E’ stato tutto così naturale e semplice, divertente anche. Perché tu ed io ci divertiamo, era da tanto tempo che non mi capitava di ridere tanto, fino alle lacrime.

Fra una risata e l’altra, è arrivato un bacio, lieve. Poi un altro e un altro ancora. Ci siamo trasformati da due amici che ridono insieme a un uomo e una donna che si desiderano. Ci siamo guardati solo un attimo per capire che stavamo facendo una bellissima cazzata. E nessuno dei due aveva intenzione di fermarsi! Ho scoperto il tuo corpo e tu il mio, senza staccarci, presi dalla foga e dal bisogno di non far trascorrere neanche un attimo distanti per non riflettere. Ci siamo spogliati baciati leccati. Sei entrato dentro di me senza chiedere permesso, abbiamo scopato senza sosta, in modo irruente selvaggio, con parole grevi, dimenticando chi eravamo e chi avremmo dovuto essere. Sentivo solo le tue mani addosso, il tuo corpo sopra il mio, il tuo sudore sulla pelle e la tua voce che mi guidava velocemente in un angolo di mondo senza regole. Abbiamo goduto gridato gioito.

Ora ho capito perché ho desiderato fare sesso con te fin dalla prima volta che ti ho visto.

Parlami

C’è solo una debole luce, i contorni sfocati si confondono. Ho provato a rischiarare i miei pensieri ed il tuo volto. Non c’è modo. Mi sono arresa. Tu vuoi questa atmosfera, vuoi restare in penombra, non vuoi spiegare e non vuoi farmi capire. Provo a parlare con te e finisco costantemente per rimbalzare sul tuo viscido muro di gomma. Sono un gioco, un diversivo nelle tue giornate noiose e tutte uguali. Ti diverti così, a lasciarmi nei perimetri della tua vita. Ti piacciono i nostri incontri fugaci e le frasi intriganti, ti fanno sentire vivo, dopo tanto tempo. La nostra passione si accende come una miccia esplosiva e si spegne come un fiammifero di cera. Giusto il tempo di ritrovare dentro di te un’emozione sepolta. Poi apri gli occhi e sei già lontano, prendi il volo, non so dove cazzo vai a finire, ti sei preso la tua dose di carica emotiva che ti basta per affrontare il resto delle tue giornate di merda. Fino al prossimo incontro, che centellini con la perizia di un alchimista, in perfetto equilibrio fra la tua voglia e la mia rabbia. Che tanto poi lo sai che io non ti rompo le palle, non ti cerco, non ti chiedo. Sai dove trovarmi e cazzo mi trovi sempre. Perché mi sono fatta trascinare come una stupida dalle tue mani, dal calore della tua pelle, adattata ad una situazione che mi sta stretta strettissima. Eppure, poi ti guardo sento la tua voce e non riesco a dirti di no. Sale di nuovo prepotente il desiderio di te, del tuo sesso, del tuo odore e mi dico che stavolta sarà l’ultima ma dura solo un nanosecondo e tu lo sai. Ti ho chiamato in tutti i modi, stronzo bastardo adorabile bellissimo uomo. So che non mi credi più, non ti faccio paura, le mie minacce vaghe cadono per terra calpestate dal tuo fottuto ego e dalla mia idiozia. Tocca a me spezzare questa catena. Lo farò, giuro a me stessa e a te che un giorno o l’altro lo farò. Non oggi.

Pillole

Per il lavoro che faccio, mi capita di incontrare molte persone, di età esperienze ed estrazioni diverse. E, sempre per il lavoro che faccio, quasi tutte mi raccontano la loro vita, quello che gli capita, quello che pensano. Bene.

Oggi ho incontrato una donna che mi ha raccontato la sua esperienza Expo2015. Ha deciso di andare a Milano per l’evento insieme al marito e il figlio adolescente, per dare a quest’ultimo la possibilità di affacciarsi sui vari paesi ospiti. Per una sfortunata coincidenza, è rimasta senza un posto dove andare a dormire e si è ritrovata catapultata nel Mondo Estremo degli Affittacamere Strozzini durante un evento del genere. In sostanza, dopo decine di telefonate, ha trovato un appartamentino vicino la stazione, ceduto da un ragazzo che lo subaffitta nel week-end per fare due soldi, mentre lui è fuori città. Incontra il tipo, giovane super-palestrato rampante milanese che non ha sistemato e pulito per bene la casa, scappando di corsa.

Così, i nostri si ritrovano tute per terra, ciabatte sparse, Xanax sul comodino, niente lenzuola per il letto singolo e, uditeudite, una bustina di Viagra sul ripiano del bagno.

Ora, io capisco che, in certi casi, ci possa essere la necessità di utilizzare qualche pilloletta blu per sostenere la situazione. Mi chiedo solamente: ma il Viagra unito allo Xanax e agli eventuali anabolizzanti, non farà male??